Dopo il tentativo di spostare a Fusina il mercato ittico, l’Amministrazione Comunale vuole spostare il mercato ortofrutticolo dal Tronchetto.
Non ci spostiamo! Perché le alternative prospettateci sono inaccettabili.
1) La proposta: andate nel nuovo fabbricato del Tronchetto, cosiddetto “Interscambio merci”
a- Offerta di spazi non compatibili, vista l’esiguità degli stessi, per la nostra attività.
b- Aumento notevole delle spese (affitto ecc.), visto il costo del fabbricato in questione.
c- Notevoli problemi per le operazioni di carico delle merci, vista la notevole altezza della banchina (mt 5,50 circa sul livello dell’acqua), in particolare delle cassettine di frutta e verdura, per lo più acquisite dai normali operatori.
d- Nel caso della concessione portiamo via dello spazio vitale a quelle che potrebbero essere le vere operazioni di un interscambio merci, piccolo che sia per le necessità attuali, passate e future, ma che potrebbe essere accettabile a chi dovesse espletare il servizio.
e- Vorremmo sapere come mai è stato costruito un baraccone-interscambio senza pensare a (né confrontarsi con) chi doveva andarci dentro e a che cosa dovesse servire. Si è forse dato il nome di interscambio a un fabbricato costruito al fine di monetizzare o di valorizzare un’area costata, per parola del Comune, 30 milioni di EURO (e che deve in qualche modo rientrare in sede di Bilancio) salvo risorse acquisite attraverso Legge Speciale e Commissario per il Moto Ondoso?
2) La minaccia: trasferimento al Mercato Ortofrutticolo di Mestre in Via Torino
Cosa potrebbe succedere?
a) Venezia verrebbe privata di una sua attività produttiva che, bene o male, garantisce la possibilità di mantenere in vita quei negozi essenziali “SOTTO-CASA” (commercio di vicinato) quali fruttivendoli, alimentaristi ecc., che ancora resistono e mantengono delle valide condizioni di un capillare approvvigionamento al residente e non solo.
b) È impensabile che un “boteghér” a conduzione singola o famigliare possa perdere ulteriori 2/3 ore della propria vita per andare ad approvvigionarsi a Mestre, con la prospettiva di doversi poi recarsi in futuro non si sa dove. A questo, chiudere è meglio se se ne ha la possibilità.
c) Il mercato di Mestre, al massimo tra un paio di anni si trasferirà. Dove, di preciso, non è dato a sapersi; l’unica cosa certa è che sicuramente si dovrà togliere da via TORINO, perché gli spazi attualmente usati non sono più del Comune e i “privati” che hanno versato fior di quattrini (che il Comune ha già speso) per ottenere l’area, vorrebbero poterla finalmente utilizzare per rientrare dell’investimento, possibilmente senza i continui ritardi causati dal politico di turno.
d) Perché cavolo una ditta che opera a Venezia deve andare a tirar fuori una barca di soldi per trasferirsi a Mestre, dove dovrebbe acquistare per esempio i nuovi frigoriferi (in quanto i vecchi non sono adattabili) sapendo che al massimo fra due anni dovrà buttar via di nuovo tutto per andare a fan ….non si sa dove?
e) Osservazioni e quesiti tecnici: è possibile inserire nel mercato comunale all’ingrosso di Mestre un Consorzio di ditte autonome di altra provenienza e con altre peculiarità operative? Vi sono regolamenti da cambiare, è fattibile? Ci sono attualmente gli spazi disponibili per tutti? E nel successivo trasferimento, l’approvvigionamento per il centro storico sarebbe garantito? Da chi?
3) La nostra risposta: DICIAMO NO, perché
A) Perché, al posto del vostro-nostro mercato ortofrutticolo vorrebbero fare un parcheggio di pullman, davanti a quella dispendiosa e abbastanza inutile opera che è il people mover, costringendo così i turisti – ai quali si guarderanno bene dall’indicare l’esistenza del vaporino a pochi metri di distanza – a:
- pagare il “pizzo” di un euro – solo andata – per raggiungere Piazzale Roma,
- attraversare il suddetto Piazzale, magari con tanto di valige al seguito
- per poi imbarcarsi sul vaporetto, che avrebbero potuto tranquillamente prendere al Tronchetto, spendendo ulteriori € 6,50.
2) Perché due anni fa, per far transitare il “tappeto volante”, hanno eliminato, trasferendolo a circa 20 metri di distanza, un po’ meno della metà del mercato all’ingrosso, spendendo circa due milioni di euro. Senza contare le spese e i disagi subiti dagli operatori, che ormai speravano di essere lasciati finalmente in pace a svolgere la loro attività. Non lo sapevano che dovevamo andar via? E che tutto sarebbe stato eliminato per rendere onore al dio del turista?
E adesso vorrebbero abbattere, sempre sull’altare del medesimo dio, quella struttura costata pochissimo tempo fa tanti soldini e che, bene o male è funzionale per le necessità della città.
Tutto questo per “stropar el buso” del sottoutilizzato, e lo si sapeva, people mover?
4) La chicca
Nello spazio attualmente in uso del mercato, oltre al parcheggio vorrebbero anche inserire tutti i banchetti di Piazzale Roma, Isola Nuova Tronchetto, ecc. così da creare quella casba, che ben si confà alla richiesta “questua obbligata” del people mover, indubbiamente un’ottima prospettiva di primo impatto ed accoglienza della Serenissima.
E poi ci meravigliamo se i tour operator vanno a portare i turisti a Punta Sabbioni (vedi questione ZTL) o se gli “abusivi” prolificano in città….
C.O.T.
Fonte: Venice & Venice che sottolinea: “Pubblichiamo in questa nota quanto ricevuto dal COT, il Consorzio Ortofrutticolo del Tronchetto, e quanto da noi inviato a Sindaco, Giunta Comunale, TUTTI i Consiglieri Comunali, gli Organi di Stampa e le Associazioni di Categoria interessate all’utilizzo dell’Interscambio Merci del Tronchetto. Noi – Associazione Venezia & Venice – da sempre attivi nell’ascolto e diffusione delle problematiche dei cittadini anche attraverso l’istituzione della Boca de le Denunzie ai Savi, abbiamo ricevuto l’ennesima denunzia da parte del C.O.T. Consorzio Ortofrutticolo Tronchetto sulla situazione delle attività produttive e commerciali della città di Venezia. Come associazione cittadina, vista l’importanza e i contenuti delle informazioni giunteci, CHIEDIAMO una presa di posizione chiara da parte dell’Amministrazione Comunale rispetto al C.O.T., ai Mercati Generali (vedi Ittico), al M.O.F. di Mestre, all’interscambio del Tronchetto e, di conseguenza, al futuro delle attività commerciali e produttive presenti sul territorio comunale. Ovviamente, se non arriverà una risposta chiara e in grado di garantire alla città storica il necessario approvvigionamento di generi alimentari ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE alla sopravvivvenza del commercio di vicinato, condizione necessaria perchè la comunità veneziana non vada inevitabilmente in estinzione, valuteremo il da farsi.”.
Credits rassegna stampa: Venessia.com

