Perché a Venezia molte fontane risultano chiuse?
Alla domanda hanno risposto prontamente gli uffici dei Lavori Pubblici competenti, i quali in maniera molto trasparentemente hanno evidenziato che i tagli al bilancio rendono sempre più difficoltosa la manutenzione di questo vasto patrimonio da parte del Comune, specialmente in ragione ad una cifra di 200mila euro che occupata sola la voce rimunerazione dell’utenza Veritas. Grazie alle opportune segnalazioni dei cittadini componenti il “gruppo fontane”, siamo arrivati a stimare un numero ben superiore di impianti (157) anche a fronte facendo fronte alla memoria storica dei cittadini. Altro numero interessante riguarda il consumo stimato x fontana che si aggira sui 2.000euro/anno cadauna (dato da appurare), il che fatti due calcoli porta alla cifra per il solo centro storico di 74mila euro/anno (sola utenza). Sono poi da aggiungere altri due dati: 1) il Comune ha da poco iniziato una sperimentazione dotando alcune fontane opportunamente restaurate di un bottone a terra utile al risparmio dell’acqua; 2) sempre il Comune a fronte dell’aumento dei costi ha provveduto a ridurre la pressione di uscita dalle fontanelle tramite un riduttore che però causa lo spiacevole fenomeno di una macchia biancastra lungo la colonna in ghisa nonché una certa difficoltà nel bere.

La situazione attuale
Grazie alle segnalazioni dei cittadini (anche usando IRIS) e alla costituzione di un gruppo in Facebook, è sicuramente aumentata quella “tensione positiva” tra cittadinanza e amministrazione che ha prodotto una maggiore attenzione al cosiddetto “fenomeno fontane”. Da Maggio fino ad oggi molte fontane sono state riaperte culminando con la recente inaugurazione della fontane di Campo S.Gicometto chiusa da anni e restaurata grazie al contributo dei privati. Anche la Soprintendenza si è attivata, ed è notizia recente che ha completato da poco il censimento di tutti gli elementi singoli di valore storico artistico presenti in città (Rioba e la sua testa ringraziano).
Cosa chiede il “Gruppo Fontane”
Dopo il primo incontro avvenuto in “Campo bella Vienna” (Rialto) nei primi giorni di Luglio, sembra manifestarsi in maniera chiara la volontà dei cittadini di voler riaprire più fontanelle possibili. Un’operazione sicuramente difficile, perché molte fontanelle chiuse nei campielli se riaperte scatenerebbero le ire del vicinato in quanto quello che prima era un “suono” non ascoltato per anni potrebbe diventare un insopportabile rumore. Diventa allora importante procedere con ordine e provare a fare con questo primo documento alcune importanti distinzioni:
Dati certi:
- Sappiamo che esiste una catalogazione delle fontanelle (sia in comune e a questo punto anche in Soprintendenza). Nel gruppo esiste anche la mappatura esatta pubblicata dalla COOP in relazione alla campagna referendaria per l’acqua bene pubblico;
- Le 155 fontanelle sono catalogate sia come singole colonnine e sia come pozzi modificati con bocchetta d’uscita in ghisa (in molti caso pozzi e colonnine sono accoppiati);
- Alle due categorie corrisponde un diverso stato dell’arte, in quanto solo 37 impianti su 157 risultano aperti. Di questi impianti una minima parte risultano aperte ma utilizzabili con pulsante a terra (finora sono solo 3). Tutti gli altri funzionano 24h/24h ma a pressione ridotta;
- Altro dato da indagare sono le prese d’acqua a terra, utilizzate in maniera poco chiara da utenze private. Questo è il caso dei banchetti del pesce di Campo S.Margherita e di un banchetto “turistico” di vendita al dettaglio in campo S.Lio dove manca un contatore, come il mercato ortofrutticolo e ittico in zona esedre di via Garibaldi a Castello. Casi che si tramandano per “tradizione orale” e che dovrebbero essere sanati in qualche maniera.
Le nostre proposte
La questione più dirimente all’interno del gruppo (e non ancora affrontata adeguatamente) riguarda in primo luogo come gestire questo grande patrimonio. Sicuramente ci sono due aspetti che emergono e sono 1) la ristrutturazione degli elementi fontana e dall’altra 2) la loro gestione attualmente in carico al Comune ma che come abbiamo visto è del tutto inefficace specialmente in un momento storico in cui tutti i comuni sono alle prese con mancati finanziamenti nazionali e patto di stabilità. La nostra proposta potrebbe quindi:
- Chiedere una programmazione in più anni di tutto il patrimonio (157 impianti), il risanamento o sostituzione secondo la regola del “com’era dov’era” con particolare attenzione alla fruizione delle stesse: se abbiamo innalzato la pavimentazione nel tempo le fontanelle non possono certo rimanere al vecchio livello, pena la scarsa fruizione della stessa;
- La programmazione potrà anche essere estesa in più anni, in quanto consideriamo centrale l’obiettivo di farle “rivivere” al di là del tempo necessario;
- Chiedere esplicitamente all’Amministrazione di verificare la possibilità di avere un unico referente, pensiamo a Veritas in quanto è già operante nel settore idrico. Sarà quindi compito dell’amministrazione trovare la migliore soluzione contrattuale al fine di fornire il miglior servizio a tutela del cittadino;
- In ragione delle difficoltà economiche e in ragione del contenimento degli sprechi d’acqua, chiediamo il ritorno alla pressione originale delle fontane considerate centrali, mentre di verificare la possibilità di aggiungere un rubinetto (o il pulsante qualora la sperimentazione è ritenuta soddisfacente) in quelle periferiche.
Gruppo Fontane Facebook