Questo è un lavoro di scrittura e proposta collettiva realizzato a più mani tra febbraio e marzo 2010:
LA VENEZIA CHE VORREI
La foto del libretto che raccoglie l’opera di scrittura collettiva è di Fausto Maroder che cura anche l’interessante blog http://alloggibarbaria.blogspot.com.



OTTIMA INIZIATIVA,FINALMENTE SI POTRA CONTRIBUIRE CON IDEE,OPINIONI, E ,PERCHE NO QUALCHE PICCOLO SCONTRO CIVILMENTE CONDOTTO
COMPLIMENTI,COL TEMPO DARO QUALCHE PICCOLO CONTRIBUTO BASATO SU IDEE E PROPOSTE
INTANTO UN CALOROSO SALUTO
MAURIZIO RADICA,UN NON VENEZIANO INNAMORATO DI VENEZIA,CHE SOFFRE PER IL SUO DECLINO
Suggerimenti:
abbassare i prezzi dei vaporetti e delle escursioni in gondola.
Riflessioni sull’annunciato rilancio turistico del Lido
In questi giorni alcuni giornali, come il quotidiano locale , Il Sole 24 ore,ecc. sono ritornati sul rilancio turistico del Lido di Venezia , in occasione dell’inizio dei lavori per la realizzazione nel nuovo palazzo del cinema e della vendita di parte dei terreni dell’ex ospedale al mare . Hanno pubblicizzato e sponsorizzato in realtà, forse inconsapevolmente ,e non si sa se con l’approvazione dei nostri nuovi amministratori comunali, i progetti, ,di alcuni noti imprenditori, ,i quali hanno acquistato per certo o sono in corso di acquisizione di terreni e fabbricati tra i quali; L’ex ospedale al Mare, l’Hotel des Bains ed altri terreni ,più o meno vincolati dal vigente P.R.G., ove intendono realizzare alcuni grandi progetti di edificazione ,prevalentemente di edilizia residenziale e turistica. Mi vien voglia di chiedere ai Politici locali e all’Assessore alla mobilità in particolare , il perché si debba realizzare un così intenso programma di edilizia residenziale ,proprio al Lido di Venezia e proprio oggi ,quando risultano esserci tante abitazioni libere o potenzialmente libere per un naturale turn-over in quanto attualmente occupate prevalentemente da persone anziane . Quando nella nostra isola del Lido , non risultano esserci occasioni di lavoro, se non per la solita tipologia di lavoro come commercianti ,dettaglianti , camerieri o bagnini stagionali e badanti in genere ,non residenti e,ove in questi ultimi anni si sono persi tanti posti di lavoro come per la chiusura dell’Ospedale al Mare,per la chiusura del Casinò, ed a suo tempo per il trasferimento delle Officine Aereonavali o come per l’anacronistica chiusura di un noto cantiere nautico ecc .La stranezza è che al Lido attualmente non ci sono nuove prospettive di lavoro e di nuova occupazione ,pertanto è quanto meno incomprensibile la necessità di realizzare abitazioni per residenti ,ad eccezione per quei veneziani come commercianti ,o dipendenti comunali ,che emigrando da Venezia al Lido ,spopolano ulteriormente la città storica,per vendere la propria abitazione a caro prezzo ,o per affittarla a turisti stranieri.
Questo a mio parere più che un rilancio turistico del Lido assomiglia ad una vera e propria speculazione edilizia da parte di investitori, che non trovando altra collocazione del proprio capitale ,in questa congiuntura internazionale, in nuove o rinnovate attività industriali ,in particolare per la malaugurata concorrenza cinese , preferiscono investire in immobili ,ove c’è maggior guadagno come al Lido di Venezia , che ha ancora un buon potenziale turistico ,con disponibilità di grandi aree fabbricabili e con prezzi delle abitazioni che si mantengono sostenuti anche se un po’ gonfiati dalle agenzie e da un mercato senza sosta ,ma che così facendo ,concorrono ad una nuova cementificazione del territorio lidense.
Questa prospettata realizzazione di condomini per multiproprietà e appartamenti in vendita ai privati , per i prossimi di 3 o 4 anni produrrà solamente occupazione temporanea di lavoratori e manovali edili e tanti fabbricati in vendita ,che rimarranno in futuro prevalentemente vuoti ,se non saranno occupati da cinesi. Una considerazione su una possibile ipotesi di pura fantasia , sulla quale oggi si può solo sorridere, e spero e credo non si realizzerà ,è la strisciante invasione di cinesi che quotidianamente acquistano attività commerciali ed immobili nella nostra isola nella nostra città e nel nostro paese in genere ,e che nelle loro nuove case e capannoni più o meno a norma si porteranno dietro la loro tradizionale capacità di produrre industrialmente a basso costo ( come è successo a Prato dove hanno sostituito le maestranze locali), tanto da far concorrenza ai prodotti della loro madre patria ed allora (ma sorridendo e sindacati permettendo )in quel modo molto fantasioso e improbabile potremo risanare anche la nostra economia. L’investimento privato nel così detto mattone ,che sottintende la casa o la propria abitazione , si è sempre dimostrato premiante anche in quelle abitazioni che rimarranno chiuse o per la loro vendita come seconda casa ,in particolare agli stranieri .Così dopo tre o quattro anni durante i quali affluiranno lavoratori e manovali edili prevalentemente pendolari e stranieri, per la realizzazione dei nuovi fabbricati ,al Lido non sarà cambiato niente ,non esisteranno altre occasioni di lavoro a lungo termine, se non per quelle di sempre ,stagionali come per i bagnini o camerieri,o per le badanti.
Sono sempre più convinto che più che di abitazioni il Lido abbia bisogno di lavoro per i giovani residenti ,e questi si devono aspettare dai politici ,dalle amministrazioni locali , e dalla stessa regione ,degli incentivi sotto forma di finanziamenti a lungo termine ,per sviluppare nuove attività ,o come per la creazione di occasioni quali infrastrutture a disposizione ,per nuove iniziative imprenditoriali o artigianali, legate anche e soprattutto al turismo . Si parla del rilancio dell’aeroporto turistico “Nicelli“, al quale manca solo l’asfaltatura della pista di atterraggio e …ma soprattutto la volontà per farlo funzionare. Per il quale ,si può sperare come spesso capita ,che da cosa nasca cosa ,come ad esempio delle rinnovate officine aeronavali per aerei turistici ecc con conseguente occupazione di personale e reintegrazione di alcuni ex residenti .
Sulle rovine dell’ospedale al mare ,l’opinione pubblica del Lido si aspetta e spera ancora oggi ,nella nascita di un nuovo più razionale ospedale ,concentrato nello stesso edificio rimasto, nel “monoblocco” ,una nuova unità ospedaliera più snella ,concepita in particolare per svolgere funzioni di pronto soccorso e ospedalizzazione del malato, con la sua stabilizzazione per una prima diagnosi e per il successivo rapido trasferimento ,con trasporto in elicottero,a disposizione 365 giorni all’anno e 24ore su 24 nel più vicino centro operativo specialistico e chirurgico,in particolare nel caso specifico di infartuati e colpiti da ictus . Perché la sicurezza della sopravvivenza dei Lidensi ,nei casi specificamente richiamati, deve essere almeno come nella media di tutti i cittadini della regione!!!!,,Quanto sopra visto il prospettato aumento delle abitazioni e pertanto verosimilmente dei residenti .
. Si assisterà impotenti alla scomparsa del parco delle Rose ? Al posto del quale sembra ci sia l’intenzione di realizzare condomini ,con probabili appartamenti in vendita specializzata….col solito sistema di scambio? meglio sarebbe un grattacelo come ad Abudabi !!o un centro di attrazione turistica.Ben venga!
Si parla di grattacieli sul ex territorio del Cral, dell ‘Ex ospedale al Mare , condomini e ville al posto degli ex edifici di ortopedia ,radiologia ecc.all’interno dell’ex ospedale al mare . Appartamenti e ville di lusso al posto del ex Albergo des Bains , e residenze turistiche e centri benessere a Malamocco, edilizia varia agli alberoni .
In particolare ,come non si dovrebbe costruire al Lido ,fanno testo i pochi ed unici edifici autorizzati e realizzati agli Alberoni in questi anni ,ed ultimati in questi giorni ,privi o quasi di terrazze al sole ,contrariamente ad una scelta architettonica consona e di buon senso per una località balneare ,o dotati di finestre o forometrie ridicolmente piccole, tanto da stonare anche se fossero stati costruiti ,come case popolari ,nella piu scadente periferia di Mestre .
Nuovi monumentali imbarcaderi dell’ACTV che sembrano stazioni di arrivo per aeroporti ,calate pesantemente sul delicato tessuto architettonico dell’isola e della stessa città ,oscurandone le antiche vedute , come ad esempio una copertura a capannone industriale ad arco ribassato che stona ingombrante davanti ai giardinetti reali,e che taglia la visuale del retro delle procuratie nuove o del’ex palazzo reale della città ,o nel caso meno eclatante del piazzale s. Maria Elisabetta del Lido ,con una inutile pensilina troppo alta ,che non serve a riparare dalla pioggia di stravento ( utile forse per poggiarvi dei pannelli solari o fotovoltaici). Costose costruzioni e sprechi di soldi pubblici non giustificati .Come non sono giustificati i prezzi esosi per il trasporto pubblico ,che l’ ACTV applica al cittadino straniero, con famiglia ,per un totale di 4 persone , che per visitare Venezia e soggiornare al Lido ,e per recarsi dal Lido a S Marco una volta al giorno con l’abbonamento scontato, per totali 7 giorni deve pagare € 200 , spesa vergognosa che è un lusso per i cittadini europei ,come per il caro capanna della spiaggia del Lido nella quale in passato coabitavano al massimo due famiglie, per ridurre la spesa che tranquillamente supera quella di un alloggio di 100 mq , oggi sono in coabitazione in sei famiglie ,in compenso con tante capanne intorno che rimangono vuote .Alla faccia del rilancio turistico del Lido,se i servizi di trasporto che applica codesta Amministrazione Comunale ,costano così cari per i turisti ,saranno le attività di agriturismo incentivate dalla provincia collocate intorno alle fabbriche di Marghera o a Jesolo a far la parte del leone! Se ne è accorto il turista straniero che lascia l’autovettura in agriturismo e con € 1,50 arriva a piazzale Roma o viene portato in pulman dello stesso agriturismo o con i lancioni, arriva a Venezia
Anche se cambia la politica ci troviamo sempre i Soliti Amministratori della cosa pubblica ,spesso megalomani e spendaccioni con i soldi non loro ,che durante le elezioni fanno finta di chiedere e volere la collaborazioni e le opinioni dei cittadini, per poi non seguirle ! Come la richiesta di strade più sicure ,senza buche e dotate di marciapiede ove mancano e non solo dossi artificiali per ridurre la velocità degli automobilisti trasgressori che sfrecciano comunque sulle strade più strette del Lido come via Dardanelli ecc. Opinione pubblica del Lidensi che purtroppo, con una amministrazione comunale sorda ,ha sempre avuto il torto di non farsi mai sufficientemente sentire o troppo in ritardo ,sempre rassegnata come per le acque alte , e per le fognature che non funzionano perché il collettore stradale è spesso collegato direttamente al canale e condizionato dalla marea.
Viene sconvolto il piano regolatore del Lido,per le eccessive varianti rilasciate a favore dei soliti speculatori ? Ma allora rivediamo tutto il piano regolatore !!E rendiamolo una volta per tutte comprensibile alla popolazione e giustificabili le scelte fatte dagli urbanisti. Rivediamo come si deve sviluppare il Lido in futuro ,in rapporto con il centro storico e con Mestre ,per non ritrovarsi isolati in un’isola caotica e senza servizi per i residenti e collegamenti inadeguati ecc. come non la vorremmo trovare ,e abbandonata a se stessa , se la lasciamo nelle mani degli speculatori.
Il P.R.G attuale del Lido per molti versi criticabile , spesso fazioso ,ma anche perfettibile ,è pur sempre una regolamento necessario, da tenere presente nella progettazione e nella edificabilità del territorio e non uno strumento a delinquere, che favorisce solo alcuni. Spesso si è constatato che lo strumento urbanistico abbia vantaggiato e favorito alcuni cittadini ,e non altri ,mentre oggi per i progetti in corso di approvazione sembra ci sia una maggiore apertura per la presenza del supercommissario “ad acta “per la realizzazione del palazzo del cinema .
In passato l’edilizia privata al Lido ha compiuto dei veri e propri scempi paesaggistici ,come la realizzazione di condomini popolari degli anni 1950 e 60 realizzati particolarmente alti ed in aderenza a quelli più bassi lungo il lungomare Marconi dopo L’Hotel Excelsior . Costruzioni di condomini più o meno popolari realizzati su strette superfici di pertinenza di ville dei primi anni del “900” o stile “Liberti “di eccezionale valore come villa Eva, che ne è esempio per tutti come si possa costruire rovinando l’architettura dell’esistente .
Attenzione a non ripetere gli errori fatti in passato ed in questi ultimi anni al Lido ,come la ristrutturazione del Blu Moon , conseguente alla demolizione di una validissima terrazza a mare, per sostituirla con delle inutili dispendiose strutture metalliche , dell’Architetto De Carlo ,meglio collocabili a Marghera, e che nell’aggiudicazione del progetto ,sembrava dovessero realizzare, ma ingannevolmente ,una copertura a cupola in vetro atta ad essere utilizzata per manifestazioni turistiche ed attività ludiche.
O come quel costosissimo ponte in via Lepanto ,di cui nessuno sentiva la necessità e che nessuno utilizza ,anche perché unisce le due sponde del canale a poche decine di metri da un’altro , ben più comodo per la popolazione che vi transita .Mentre si potevano realizzare con gli stessi soldi altri ponti mancanti sulla continuità delle strade lungo la laguna ,come ad esempio lungo via Benedetto Marcello.
La ristrutturazione urbanistica di Malamocco, anche se per certi versi condivisibile , così come imposta dall’alto è stata un fallimento. Sono state realizzate in quella occasione delle aiuole spartitraffico sulla strada principale, particolarmente pericolose per la viabilità .
. In questi giorni è in corso di ultimazione la stazione di arrivo dei mezzi dell‘ACTV, ed è visibile oltre alla già richiamata enorme pensilina ad ala spezzata di gabbiano ,tutto il fabbricato a struttura metallica degli uffici e di attesa passeggeri particolarmente allungato,che ,senza soluzione di continuità ,costituisce un barriera visuale per i Lidensi e a chi sostando sul piazzale voglia godersi quello che era uno dei più bei spettacoli al tramonto e scorci della laguna ,e del bacino di S. Marco, visti dal Lido
Questa particolarità del Lido, unica isola o fascia di territorio tra mare e laguna dalla quale si vede pochissimo il mare e poco la laguna ‘, è una caratteristica assurda ,voluta e mantenuta dai nostri amministratori ,che non impediscono il crescere di sterpaglie e siepi inutilmente alte ,lungo il lungomare per cui la bella passeggiata lungo via D’Annunzio e Marconi è priva della vista del mare ,oppure ove non pensano di dare continuità con dei ponti alla strada lungo la laguna sud.
La Pubblica Amministrazione , allo scopo di incentivare l’occupazione al Lido ,dovrebbe promuovere la creazione di infrastrutture ,lottizzando terreni ancora disponibili atte ad insediamenti di nuove attività , anche con la partecipazione ed il finanziamento di privati ,come è successo e succede in altre realtà più virtuose ,che vengono attrezzate con servizi comuni ,strade ,fognature ed illuminazione per insediamenti di attività artigianali o come in particolare per la cantieristica,con attività di diporto collegate anche ad una nuova ipotizzabile grande marina verso la laguna, in corrispondenza delle dismesse zone militari o che potrebbe anche essere realizzata a mare completando i pennelli a mare del Mose . Incentivare o realizzare anche con la partecipazione dei privati di aree espositive della nautica da diporto ,attività rivolte al teatro ,alla musica, alle arti visive tradizionali per la città e collegate alla biennale ecc ,allo sviluppo della cinematografia di intrattenimento per i canali di consumo dell TV locali e regionali ,con una impronta veneta su cultura e tradizioni , anche dialettali( basta con le trasmissioni in romanesco della rai…) . Con interesse rivolto i particolare all’artigianato veneto in genere ecc. con le relative scuole per artigiani come ha insegnato la storia e le tradizioni della nostra città. Infine per il rilancio e la rivitalizzazione turistica del Lido si può pensare anche alla realizzazione , nei pressi dell’ingresso dell’ex ospedale ,di un nuovo dignitoso palazzo dello sport per i residenti ,Veneziani e non e per i turisti ,con attività polisportive o di spettacolo al coperto , con copertura mobile ,con una piscina olimpionica panoramica di fronte al mare con copertura apribile lato mare verso il sole ,ove promuovere incontri e gare internazionali di sport acquatici o di divertimento e rilassanti giochi d’acqua, come nelle località marinare più rinomate .Questo ed altro ancora ,con un po’ di fantasia e con la voglia di fare ,anche con la partecipazione dei privati.
Ing. Bruno Gorini
vorrei essere un moderato ,ma non posso …..
Concludendo sui nuovi imbarcaderi del Lido.
Un ringraziamento a chi innovando non fa attenzione a non esagerare ( sperperare) deturpando. Se questa è la nuova porta di ingresso dell’isola del Lido,dovremmo attenderci ancora nuove sorprese ,speriamo meno impattanti e più equilibrate.
Riflessioni con commenti.
Come tanti altri residenti del Lido ero stanco di aver a disposizione un bel piazzale aperto verso la laguna ,pieno di ricordi ,con una contenuta vecchia ma decorosa stazione di arrivo dei mezzi acquei di trasporto da e per Venezia,denominato Piazzale s. Maria Elisabetta ,ma che poteva essere denominato “Piazzale del bel vedere del bacino di S. Marco e della laguna “ove ogni cittadino che sostava di fronte alla riva poteva sentirsi un poeta, in particolare alla sera, mentre si soffermava ad ammirare il tramonto del sole sulla laguna ,dietro il profilo dei colli euganei in penombra ,con il cielo e le nuvole infuocate di luce sopra Venezia.Ricordo ancora quanto era pieno di gente nella sera del Redentore.
Sono contento che gran parte della nuova stazione altamente tecnologica di arrivo dell’ACTV al Lido ,che costituisce una barriera visuale( sgradevole per i conservatori … ma anche per quelli come me ) senza soluzione di continuità ,lungo tutta la riva del piazzale ,realizzata prevalentemente con delle tettoie metalliche, sostenute da innumerevoli pilastri in acciaio ,che coprono le ampie sale delle biglietterie con vista panoramica sulla laguna ,contornate da svariate insegne luminose indicanti minuto per minuto gli arrivi e le partenze dalle varie linee di navigazione ,e le loro postazioni ,verso le quali i viaggiatori freneticamente cercano di arrivare correndo,spesso sbagliando ,o nella corsa sbattendo con la testa su uno dei tanti pilastri ( troppi)o cadendo per un gradino imprevisto ( eliminare i tre gradini),e pensano in quel momento a quanto più comodi e sicuri erano per loro i vecchi imbarcaderi, come quelli delle Motonavi per S. Marco ,anche se caldi d’estate e freddi e ventosi d’inverno.( problema non risolto)
Mi congratulo soprattutto per la realizzazione dei nuovi grandi uffici del personale ACTV ,e degli ambienti riservati al personale,( beati loro, ma dovevano essere fatti proprio lì ?… ) arredati e completi di grande televisore sempre acceso ,simili a stazioni di check-in di un grande aeroporto, con luminose vetrate sulla laguna,come torri di avvistamento aeroportuali, e che coprono gran parte della riva a disposizione .( Ci poteva stare benissimo addirittura un nuovo harrys – bar ,o un ristorante dotato finalmente di servizi igienici ,su una grande terrazza panoramica sulla laguna ,ed a noi Lidensi ci mancavano soltanto questi uffici , proprio nell‘area più bella dell‘isola). Preziosi spazi sottratti a noi cittadini del Lido ,che non abbiamo apprezzato abbastanza e non siamo riusciti a salvare ,e che in cambio del nostro vecchio malandato piazzale con vista panoramica, ora disponiamo di una sola grande pensilina per ripararci dalla pioggia ( come se al Lido piovesse ogni giorno, ma d‘estate avrei preferito sulla riva del piazzale l‘ombra di grandi pini marittimi sotto la quale ammirare la laguna), sotto la quale c’è rimasta l’unica stretta finestra sulla riva d’acqua disponibile ,dalla quale poter guardare un pò di laguna ed il bacino di S. Marco .
Alla fine ci si domanda se non era meglio ammodernare con meno soldi ,quello che c’era ma allargando ancora di più il piazzale ,e per i cittadini utilizzatori ,aumentare il numero delle corse nelle ore di punta e rendere i mezzi di trasporto più comodi e meno affollati.
Ing .Bruno Gorini
Buona sera,
sono Fausto Maroder, autore della foto che avete pubblicato, senza avermelo richiesto, su http://baronixvenezia.wordpress.com/la-venezia-che-vorrei/ e sul gruppo facebook: “La Venezia che vorrei”.
Tale foto l’ho scattata io e l’ho pubblicata nel mio Alloggi Barbaria Blog in data 22 giugno 2009 nel post: http://alloggibarbaria.blogspot.com/2009/06/gondoliere-in-difficolta.html
Lo posso facilmente dimostrare.
Come segnalato nel mio blog, non è concessa la riproduzione delle foto e dei contenuti dello stesso senza una mia autorizzazione.
Tutto ciò non è molto gentile da parte vostra. Non avete citato né il nome dell’autore della foto, né tantomeno il blog da cui avete copiato senza permesso la foto.
Il minimo che potreste fare, oltre che ad inviare delle scuse, sarebbe quello di citare, su tutte le pagine in cui compare la foto in questione, l’autore della foto e di mettere un link attivo ed in evidenza sotto alla foto verso il mio blog: http://alloggibarbaria.blogspot.com/ sia sull’articolo del vostro blog che sul gruppo di facebook.
Non serve naturalmente che pubblichiate questo post, ma una risposta sollecita a questa mia e-mail credo che me la dobbiate proprio dare.
Cordiali saluti,
Fausto Maroder
Scritto da : Ing. Bruno Gorini | 11/10/2010
La grande marina al Lido
Non ho voluto partecipare alla dimostrazione al Cinema Astra del 25 ottobre 2010 ,come tanti altri
abitanti del Lido perché,anche se d’accordo nella protesta per rafforzare le attuali deficitarie strutture della sanità per gli abitanti dell’isola ,non condivido la scelta di negare la realizzazione di una grande marina , proposta finalmente da un illuminato imprenditore ,che farà forse paura a qualche radicato naturalista del Lido ,ma che spreca ancora una volta una grande occasione per rivitalizzare il Lido con nuove attività e opportunità di lavoro per i giovani.
La grande marina rimane da sempre una realtà innovativa e vitale per Il Lido, richiesta dall’ attualità di mercato per l‘industria turistica moderna.
L’impatto paesaggistico è sempre relativo a quello che si intende e si vuole realizzare ,rispettando il paesaggio ,(vedi il cattivo esempio di certe realizzazioni di case popolari al Lido ),e mi pare che ,come in questo caso ,è proprio per la scelta di chi ,anche per paura di innovare ,osteggia la realizzazione di una marina,e vuole mantenere un tratto di spiaggia del Lido desolata ed abbandonata,con una risacca piena di sporcizie buttate dal mare ,utile solo per portare il proprio cane a fare il bagno ,la costringe a rimanere impattante alla vista di chi ama veramente la natura ed il paesaggio.
I due progetti , quello di adeguare e garantire le strutture ospedaliere esistenti ,e quello della marina per il rilancio turistico dell’isola, non sono antitetiche o in contrasto tra di loro ma possono anche sussistere contemporaneamente integrandosi .
Non si risolvono i problemi del Lido né con l’immobilismo per salvaguardare la natura ,né contro le innovazioni ,purché non siano deturpanti( come ad esempio la nuova porta di accesso dell’isola) .Ma nemmeno con l’inutile cementificazione dell’isola ,se non si prevede per il futuro un aumento del numero dei residenti ,senza nuovi posti di lavoro stabili,o incentivi per l’occupazione giovanile,conseguenti a nuove iniziative quali quella della nuova grande marina
Ing Bruno Gorini
Commento di bruno — 26 ottobre 2010
ad un privato che ne garantirà la gestione e la concessione a termine